Scuola primaria "A.B. Sabin" - Barbasso

primaria "A.B. Sabin"

Tipologia

Edificio scolastico

Descrizione

Scuola primaria "A.B. Sabin" - Barbasso

Codice meccanografico: Mnee81502r

Dove si trova

Scuola primaria "A.B. Sabin" - Barbasso

Modalità di accesso

Accesso in Strada Ostigliese n.73

Elementi

La struttura:

L’edificio a due piani è posto al centro del paese, sulla facciata spicca un quadro naif che rappresenta le stagioni.

All’interno si trovano locali di ampiezze diverse e due spaziosi saloni ricreativi.

E’ stato ampliato di recente con la costruzione di due nuove aule, ed è dotato di una nuovissima palestra, collegata direttamente alla scuola mediante passaggio coperto. Sono attualmente a disposizione quattro aule per attività di laboratorio o di gruppi di lavoro ed in una di queste si tiene il doposcuola.

La storia del plesso:

La costruzione risale ai primi anni settanta e per alcuni anni fu completato solamente il primo piano. In seguito al piano terra fu collocata la scuola dell’infanzia, fino a metà anni novanta.

Le progressive riorganizzazioni scolastiche hanno fatto diventare questo plesso la scuola primaria di riferimento anche per le frazioni limitrofe.

La scuola fu intitolata all’immunologo scopritore del vaccino orale antipolio Albert Bruce Sabin, dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1993. Va ricordato che lo scienziato donò questa scoperta a tutti i bambini del mondo.

Info

Il tempo scuola:

Le lezioni si estendono su sei giorni settimanali, con orario antimeridiano. Si inizia alle ore 7.45 e si termina alle ore 12.35.

Servizi aggiuntivi offerti dal comune:

Il comune di Roncoferraro fornisce il servizio di trasporto, anche per gli alunni non residenti.

Funziona il doposcuola pomeridiano dal termine delle lezioni fino alle ore 17.00; dal lunedì al venerdì.

Progetti di ampliamento dell'offerta formativa:

Progetti attivati sul plesso:

Da vari anni l’offerta formativa di tutte le classi viene ampliata con il progetto Gioco-sport per l’educazione motoria e con il progetto “Musica nelle scuole” per l’educazione musicale.

Da due anni con il progetto nazionale “A scuola di sport” si dà ulteriore ampliamento all’attività motoria.

Per tutte le classi annualmente si tengono attività di lettura animata.

Inclusione di alunni con bisogni educativi speciali:

Dal PTOF 2016 – 2019: L'istituzione scolastica garantisce il diritto all'educazione e all'istruzione degli studenti con bisogni educativi speciali nel rispetto di tutta la normativa primaria e secondaria prevista dalla Legge 5/02/1992 n. 104, dal DPR 24/02/1994, dal D.P.C.M. 23-02-2006, dalla Legge n. 170 dell'8 ottobre 2010, dal D. M. 5669 12/7/2011 (Linee Guida), dal D. M. 27/12/2012 “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica” e dalla C. M. n. 8 del 6 marzo 2013 sul D. M. 27/12/2012, dalla Nota n. 2563 del 22 novembre 2013, dalle “Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati” del 18 dicembre 2014.

Le linee di intervento vengono declinate in ordine alle diverse tipologie:

  • Per gli alunni con certificazione L. 104 viene predisposto il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) condiviso tra docenti e famiglie. Mediante un progetto educativo-didattico CONDIVISO, insegnanti curricolari e insegnanti di sostegno, cercano di sviluppare in modo globale i vari aspetti che rientrano nel P.E.I. di ogni alunno diversamente abile.
  • Per gli alunni con diagnosi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (D.S.A.) è prevista una procedura progettata e concordata nel tavolo interistituzionale che prevede molteplici azioni che coinvolgono scuola, famiglia e servizi e la redazione del Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.), condiviso tra gli insegnanti e i genitori. Nel Piano si prevedono un’adeguata didattica, le modalità di verifica e gli eventuali strumenti compensativi e le misure dispensative utili nelle diverse attività. Gli strumenti compensativi e le misure dispensative sono misure e strumenti che aiutano l’alunno con D.S.A. a ridurre gli effetti del suo disturbo, predisponendo una modalità di apprendimento più adatta alle sue potenzialità, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo.
  • Per gli alunni adottati si adottano buone prassi volte a individuare modalità e tempi d'iscrizione più consoni alle loro esigenze, tempi di inserimento e scelta delle classi in cui inserirli. I docenti hanno il compito di coinvolgere tutte le componenti scolastiche a vario titolo chiamate nel processo di inclusione di alunni adottati al fine di attivare prassi mirate a valorizzarne le specificità, a so- stenerne l'inclusione e a favorirne il benessere scolastico. In qualunque momento dell’anno scolastico il team docenti o il consiglio di classe, di concerto con la famiglia, ne ravvisino la necessità, si redige un P.D.P., “fermo restando che, se tra l’arrivo a scuola del minore e la chiusura dell’anno scolastico non vi è il sufficiente tempo utile per l’osservazione e la stesura del documento, la scuola dovrà comunque prevedere delle misure didattiche di accompagnamento da formalizzare nel PDP nell’anno scolastico successivo” (Linee di indirizzo...)
  • Per gli alunni con le rimanenti tipologie di B.E.S. si redige un P.D.P. che definisce, monitora e documenta le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti, così come già visto per i D.S.A.

Da due anni alcune ore del servizio di un insegnante assegnato in organico potenziato, vengono utilizzate per gli alunni con bisogni educativi speciali.

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